Hyaluronic Acid in Lip Care: Why It May Be Working Against Your Lips

Fisiologia labiale, sensibilità al pH e perché gli ingredienti leganti l’acqua possono peggiorare la secchezza delle labbra

Acido ialuronico nella cura delle labbra: perché potrebbe agire contro le tue labbra

L’acido ialuronico (AI) è ampiamente considerato uno degli ingredienti idratanti più sicuri ed efficaci nella cosmetica moderna. Sulla pelle del viso, la sua capacità di legare l’acqua può migliorare visibilmente l’idratazione, la levigatezza e il comfort cutaneo. Per questo motivo, è diventato un ingrediente fondamentale non solo in sieri e creme, ma sempre più spesso anche in balsami labbra, maschere labbra e trattamenti labiali.

Tuttavia, le labbra non sono semplicemente “pelle sottile”. La zona del vermiglio possiede un’anatomia unica: è priva di ghiandole sebacee e sudoripare, contiene quantità molto ridotte di lipidi endogeni e ha una capacità limitata di tamponare lo stress ambientale e chimico. Queste differenze modificano in modo sostanziale il comportamento degli ingredienti sulle labbra rispetto al resto del viso.

Sintesi
|Manuela Valenti

Quando l’acido ialuronico viene applicato sulle labbra — soprattutto in formulazioni ad alto contenuto di acqua o leggermente acide — il risultato è spesso molto diverso da quanto il consumatore si aspetta. Piuttosto che favorire un comfort duraturo, l’applicazione ripetuta può contribuire a un aumento della secchezza, della sensazione di tensione e dello stress della barriera, in particolare quando l’AI viene utilizzato come strategia idratante primaria anziché come componente secondaria supportata da lipidi e agenti occlusivi.

Da una prospettiva fisiologica e formulativa specifica per le labbra, l’acido ialuronico può funzionare bene sulla pelle, ma risulta poco adatto alla cura labiale. Dal punto di vista biologico, non soddisfa le esigenze strutturali delle labbra.

Le labbra non sono pelle: perché la biologia labiale cambia tutto

L’anatomia della zona del vermiglio

La zona del vermiglio delle labbra è strutturalmente distinta dalla pelle del viso e non dovrebbe essere trattata come una sua semplice estensione. Le labbra sono prive di ghiandole sebacee e sudoripare, il che significa che non possono produrre lipidi di superficie né fattori naturali di idratazione attraverso la secrezione eccrina. Questa assenza, da sola, pone le labbra in una condizione di costante svantaggio nel mantenimento dell’idratazione e dell’integrità della barriera.

Inoltre, lo strato corneo delle labbra è sottile, incompleto o, a seconda dell’area, intermittente. La coesione dei corneociti — il “collante” che tiene unite le cellule morte — è più debole e l’organizzazione lipidica intercellulare è minima rispetto alla pelle del viso. Di conseguenza, l’epitelio labiale ha una capacità ridotta di regolare il flusso d’acqua e di proteggersi dagli stress ambientali e chimici.

Il basso contenuto di lipidi endogeni — i grassi prodotti dall’organismo — compromette ulteriormente la capacità delle labbra di trattenere l’umidità. A differenza della pelle del viso, che può compensare gli ingredienti leganti l’acqua grazie alla propria matrice lipidica, le labbra dipendono quasi esclusivamente da agenti occlusivi ed emollienti applicati esternamente.

Perché le labbra si seccano più rapidamente della pelle del viso

La perdita d’acqua transepidermica (TEWL) è significativamente più elevata sulle labbra rispetto alla maggior parte delle aree del viso e del corpo. In assenza di attività sebacea o di una barriera lipidica robusta, l’acqua evapora rapidamente dalla superficie labiale, anche in condizioni ambientali miti.

Le labbra mostrano inoltre una capacità di autoriparazione limitata. Le alterazioni della barriera si accumulano rapidamente, mentre il recupero è lento e spesso incompleto senza un supporto lipidico mirato. Questo rende le labbra particolarmente sensibili allo stress formulativo ripetuto, ai frequenti cambi di prodotto e agli ingredienti che enfatizzano l’idratazione senza rafforzare la barriera.

Di conseguenza, le labbra si affidano quasi interamente all’occlusione esterna per mantenere il comfort. Qualsiasi formulazione che non dia priorità all’occlusione rischia di aggravare la secchezza anziché alleviarla.

Come funziona realmente l’acido ialuronico

Umidificante, non riparatore della barriera

L’acido ialuronico è un polimero igroscopico che lega l’acqua tramite legami a idrogeno. La sua funzione cosmetica primaria è l’umettanza: attirare e trattenere l’acqua all’interno di una formulazione o sulla superficie del tessuto.

Ciò che l’AI non fa è riparare o sostituire i lipidi intercellulari. Non si integra nella matrice lipidica, non ripristina la struttura lamellare e non riduce in modo significativo la TEWL da solo. A meno che non sia chimicamente modificato, non forma nemmeno un film persistente in grado di agire come barriera occlusiva.

Sulla pelle del viso, ricca di lipidi, questa limitazione è spesso compensata dal sebo endogeno e dai lipidi circostanti. Sulle labbra, tale compensazione non esiste.

Perché l’AI funziona bene sulla pelle ma male sulle labbra

La pelle del viso beneficia di diversi sistemi di tamponamento: lipidi sebacei, uno strato corneo più spesso e un mantello acido più robusto. In questo contesto, l’acido ialuronico può migliorare l’idratazione senza destabilizzare in modo significativo la funzione barriera.

Le labbra, al contrario, non dispongono di questi sistemi protettivi. Quando l’AI lega l’acqua sulla superficie labiale senza un adeguato rinforzo lipidico, l’acqua legata è altamente suscettibile all’evaporazione. Una volta che l’evaporazione avviene, il gradiente idrico locale può aumentare la disidratazione del tessuto sottostante.

Ecco perché l’AI può risultare inizialmente confortevole sulle labbra, ma non fornire un beneficio duraturo.

Il problema del pH che i formulatori di prodotti labiali hanno trascurato

Perché le labbra sono altamente sensibili alle variazioni di pH

L’epitelio labiale ha una capacità limitata di tamponare l’esposizione acida o alcalina. A differenza della pelle del viso, che mantiene un mantello acido relativamente stabile, le labbra sono frequentemente esposte a variazioni di pH dovute a saliva, cibi e bevande.

L’esposizione ripetuta a prodotti al di fuori di un ristretto intervallo di pH prossimo alla neutralità può aumentare lo stress epiteliale, compromettere la coesione dei corneociti e contribuire allo sviluppo di cheilite irritativa. Questa sensibilità riguarda sia le formulazioni acide sia quelle alcaline, anche se i sistemi acidi sono più comuni nei cosmetici moderni.

pH tipico dei sistemi a base di acido ialuronico

Molte formulazioni con AI vengono regolate su intervalli di pH leggermente acidi (circa 4,5–5,5) per ottimizzare la stabilità del polimero e la durata di conservazione. Sebbene questo intervallo sia generalmente ben tollerato sulla pelle del viso, può risultare subottimale per esposizioni prolungate o ripetute sulle labbra.

Quando i prodotti labiali a base di AI vengono utilizzati frequentemente o lasciati in posa durante la notte, questa esposizione prolungata al pH può contribuire a irritazione subclinica e a una fatica cumulativa della barriera. Il problema non è un danno acuto, ma uno stress di basso grado che si manifesta nel tempo.

Breve tempo di permanenza e ciclo di reidratazione–disidratazione

Perché l’AI non rimane sulle labbra

L’acido ialuronico è solubile in acqua e facilmente rimovibile. Sulle labbra viene eliminato rapidamente attraverso attività normali come parlare, mangiare, leccarsi e deglutire. La sola saliva è sufficiente a dissolvere e ridistribuire l’AI nel giro di pochi minuti fino a un’ora, a seconda di diversi fattori.

Questo breve tempo di permanenza limita fortemente la rilevanza funzionale dell’AI sulle labbra, in particolare durante l’uso diurno. Durante il sonno, tuttavia, un’esposizione prolungata a sistemi acquosi e leggermente acidi può contribuire più alla disidratazione che alla riparazione.

Cicli ripetuti di bagnato–asciutto e fatica della barriera

La riapplicazione frequente di prodotti a base acquosa con AI crea cicli ripetuti di bagnato e asciutto sulle labbra. Questi cicli sono meccanicamente e osmoticamente stressanti, con un effetto simile all’abitudine di leccarsi le labbra.

Nel tempo, questo schema può indebolire la resilienza della barriera e favorire una secchezza cronica anziché alleviarla. Le labbra possono apparire temporaneamente idratate, ma sviluppare una crescente dipendenza dalla riapplicazione, rafforzando un ciclo di disagio.

Maschere labiali notturne: quando il tempo di esposizione diventa un fattore di rischio

Idratazione prolungata senza supporto lipidico

L’applicazione notturna aumenta il tempo di contatto degli ingredienti da pochi minuti a diverse ore. L’idratazione prolungata aumenta la permeabilità epiteliale, soprattutto in un tessuto che già manca di un adeguato rinforzo lipidico.

Quando l’AI viene utilizzato come agente idratante primario durante la notte senza un’adeguata occlusione, le labbra possono subire una maggiore perdita d’acqua una volta che il prodotto si disperde o viene rimosso.

Perché le labbra possono peggiorare nel tempo

Gli utilizzatori riferiscono spesso sensazione di tensione, desquamazione e maggiore sensibilità dopo l’uso prolungato di maschere labiali a base di AI. Sebbene questi effetti siano raramente attribuiti direttamente all’acido ialuronico, il meccanismo è coerente con una fatica della barriera causata da idratazione priva di protezione lipidica.

Questa manifestazione è sottile e cronica, motivo per cui viene spesso trascurata o attribuita erroneamente ad altri fattori.

Perché questo problema viene raramente discusso

L’acido ialuronico gode di una reputazione di ingrediente universalmente “sicuro”, e pochi sono disposti a metterne in discussione l’uso.

L’AI è ampiamente percepito come inerte e universalmente benefico. Questa percezione scoraggia una valutazione critica della sua idoneità specifica per i diversi tessuti, in particolare per aree come le labbra, poco rappresentate negli studi clinici.

Il disagio labiale causato da una formulazione non adeguata raramente si presenta come una reazione avversa acuta. Piuttosto, si manifesta come secchezza persistente, sensibilità o dipendenza da riapplicazioni frequenti. Questi effetti vengono solitamente attribuiti al clima, alle abitudini o a una predisposizione personale, anziché al design della formulazione.

Ciò di cui le labbra hanno realmente bisogno

Strategie ricche di lipidi e orientate all’occlusione

Una cura labiale efficace dà priorità all’occlusione e al ripristino lipidico. Gli ingredienti che riducono la TEWL e compensano l’assenza di ghiandole sebacee sono fondamentali per il comfort e la resilienza labiale a lungo termine.

Gli umettanti possono svolgere un ruolo secondario nella cura delle labbra quando:

  • il pH è vicino alla neutralità
  • predominano agenti occlusivi efficaci
  • gli umettanti sono presenti a livelli bassi e di supporto

Non dovrebbero costituire la strategia principale per l’idratazione delle labbra.

Perché attenersi a cere e burri naturali è la scelta migliore

Sulla base della fisiologia specifica delle labbra, i balsami labiali naturalmente bilanciati, costruiti attorno all’occlusione e al supporto lipidico — piuttosto che all’idratazione guidata dall’acqua — risolvono molte di queste problematiche.

Nelle nostre formulazioni, la cera d’api svolge un ruolo centrale come occlusivo traspirante che aderisce bene alla superficie labiale, riduce la TEWL e fornisce una persistenza strutturale senza la fragilità associata ad alcune cere sintetiche.

La cera d’api è completata da lipidi di supporto per le labbra, come burri e oli vegetali ricchi di acidi grassi strutturalmente compatibili con l’epitelio labiale. Questi lipidi aiutano a compensare la completa assenza di attività sebacea sulle labbra, migliorando flessibilità, comfort e resilienza della barriera nel tempo. A differenza dei sistemi ricchi di umettanti, questo approccio riduce al minimo i cicli ripetuti di bagnato–asciutto e supporta una protezione duratura anziché un’idratazione transitoria.

Dal punto di vista dermatologico, le strategie occlusive e lipidiche sono costantemente dimostrate come l’approccio più efficace per ridurre la TEWL e gestire la secchezza nei tessuti con barriera compromessa, comprese le labbra. Gli studi che valutano la cura labiale e la pelle xerotica dimostrano che le formulazioni che enfatizzano occlusione ed emollienza superano i sistemi basati esclusivamente su umettanti nel mantenere l’idratazione e prevenire l’irritazione.


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riferimenti
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  3. Bielfeldt, S.; Blaak, J.; Laing, S.; Schleißinger, M.; Theiss, C.; Wilhelm, K. P.; Staib, P. “Deposition of plant lipids after single application of a lip care product determined by confocal Raman spectroscopy, corneometry and transepidermal water loss.” International Journal of Cosmetic Science, 2019 giu;41(3):281–291. doi:10.1111/ics.12533. PMID: 31002377; PMCID: PMC6851866.

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